Pinocchio – Storia di un burattino (Pinocchio)

Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto) è il giovane soprano impegnato in questo ruolo impervio. Non solo regge alla perfezione il lato musicale, ma riesce a calarsi nel personaggio assorbendolo fino in fondo, piegando la sua bella voce ai capricci infantili con il gusto dell’interprete intelligente, rendendo credibile un bambino bizzoso che strepita in sprechgesang.

recensione di Daniela Goldoni (operaclick.com)
Ravenna – Teatro Alighieri, 26 marzo 2022

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Pinocchio è interpretato da Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto), o meglio: Leonora Tess “è Pinocchio”. Giovane, bell’aspetto, musicista “inside” (pianista prima di intraprendere lo studio del canto), avevamo già avuto modo di ascoltarla su un palcoscenico e oltre alle incontrovertibili doti canore (bella e ricca voce che tende a un lirico puro, molto ben educata, omogenea) ne avevamo apprezzato la garbata e frizzante femminilità. Restiamo, quindi, stupiti dall’apparire di un ragazzo-burattino, legnoso nei modi, i gesti rigidi (…Pinocchio aveva le gambe aggranchite e non sapeva muoversi…) e il fare schivo proprio dei maschi adolescenti; il vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d’albero e un berrettino di midolla di pane e l’eloquio petulante ci rendono, senza dubbio, l’amato personaggio della nostra fanciullezza.
La parte scritta per Pinocchio non è facile, è sempre presente in scena, tanti sono i recitativi e il canto molto insistito nei centri, come già detto, raramente trova sfogo in uno squarcio lirico; eppure la Tess riesce sempre a tenere alta l’attenzione e conquista grazie a uno strumento cangiante, armonioso, ricco di accenti. Resta comunque un po’ di amarezza nel constatare come proprio al protagonista manchi un’aria vera e propria o almeno un pezzo dal canto più sfogato.

recensione di Marilisa Lazzari (operaclick.com)
Lucca – Teatro del Giglio, 16 ottobre 2021

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Molto brava Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto) nel difficile ruolo del titolo. Vedendola sulla scena si resta sbalorditi dalla trasformazione: Leonora Tess è Pinocchio, in tutto e per tutto. L’atteggiamento irriverente e fanciullesco trova accesa esaltazione, mentre la legnosità del burattino oltre che nei gesti filtra persino nella voce, nel modo di esprimersi, rendendo l’immedesimazione pressoché totale. Il ruolo è pesante, dato che Pinocchio è sempre in scena e che l’insistente declamato non cede quasi mai il passo ad archi lirici, ma la Tess non si accontenta di reggere il ruolo, lo rende suo e regala un’interpretazione sentita e intensa. C’è da augurarsi che questa giovane promessa prosegua su questo cammino.

recensione di Luca Fialdini (apemusicale.it)
Lucca – Teatro del Giglio, 16 ottobre 2021

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Pinocchio, creatura oggetto di continue metamorfosi, si esprime soprattutto con un canto declamato molto teso e stretto nel primo atto, con qualche apertura vocale più distesa nel secondo. Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto) è il giovane soprano impegnato in questo ruolo impervio. Non solo regge alla perfezione il lato musicale, ma riesce a calarsi nel personaggio assorbendolo fino in fondo, piegando la sua bella voce ai capricci infantili con il gusto dell’interprete intelligente, rendendo credibile un bambino bizzoso che strepita in sprechgesang.

recensione di Daniela Goldoni (operaclick.com)
Ravenna – Teatro Alighieri, 26 marzo 2022

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La serata ha rivelato alcune sorprese. In primis la voce di Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto) nei panni di Pinocchio. Dotata di una buona tenuta scenica, il soprano si districa con grande sicurezza tra le insidiose note che la partitura tarabelliana le concede, valorizzando il personaggio eponimo.

recensione di Enrico Gramigna (ravennaedintorni.it)
Ravenna – Teatro Alighieri, 26 marzo 2022