Benissimo la fresca e pimpante Lauretta di Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto), dal timbro chiaro che bene individua la ragazzina nella perorazione “Oh mio babbino caro” cantata dondolandosi sull’altalena, un momento poetico e anche un po’ surreale assai apprezzato dal pubblico.
recensione di Andrea Merli (iteatridellest.com)
Novara – Teatro Coccia, 14 dicembre 2018
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Leonora Tess è una Lauretta già convincente nonostante la giovanissima età; in effetti, il ruolo esce rafforzato da questa effettiva corrispondenza. O mio babbino caro è una romanza temibile sia per la grande celebrità, che obbliga giocoforza a confronti spesso impari, che per necessità assoluta di un controllo magistrale dei fiati e delle dinamiche. Un’enorme parte della sua forza tenera e struggente e tutta l’atmosfera trasognata ed affettuosa su cui si sostiene provengono dalla capacità di trasferire queste emozioni in una semantica stilistica che richiede inevitabilmente mezzi tecnici superiori per non scadere nel melenso, nel convenzionale, o, peggio che tutto, nell’eccessivo. Leonora Tess la canta con ottimo gusto, e il quadro risulta effettivamente di commovente bellezza; la supplica quasi infantile, su un’altalena, le superbe scene e luci, l’arte scenica dei due protagonisti delineano forse il miglior momento dell’opera. La voce non potrà che maturare ulteriormente, e siamo convinti che potrà farlo con eccellenti risultati. Per intanto, c’è senz’altro una evidente, grande cura.
recensione di Paolo T. Fiume (iteatridellest.com)
Novara – Teatro Coccia, 14 dicembre 2018
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Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto), giovane soprano promessa del bel canto che dolcemente interpreta Lauretta e in O mio babbino caro raggiunge l’emozione con buona estensione vocale, espressività e colore gradevole; piacevole anche in scena sull’altalena e poi in simbiosi con papà Gianni e amorevolmente con Rinuccio.
recensione di Renzo Bellardone (operaworld.es)
Novara – Teatro Coccia, 14 dicembre 2018
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All’autorevolezza paterna di Schicchi ben si contrapponeva la freschezza vocale e scenica di Leonora Tess (ex nome d’arte di Eleonora Boaretto), una Lauretta dalla voce sicura in acuto e capace di morbidezza e colori. Il suo “O mio babbino caro” è stato uno dei momenti più apprezzati dal pubblico.
recensione di Roberta Pacifico (operaclick.com)
Novara – Teatro Coccia, 14 dicembre 2018











